Pubblicato su LUI Magazine nr. Ottobre 2011 e su queerframe.tv news del 07/10/2011

DEPOTENZIARE UN TABU’

From Beginning to End   96′  (Brasile, 2009) regia di Aluizio Abranches

Quando il film è stato presentato in Italia al MIX – Festival del Cinema Gay Lesbico di Milano – nella sua 24° edizione del 2010, la storia incestuosa dei due fratelli brasiliani, suscitò grande attesa poiché in odore di scandalo. La sala era gremita e la tensione molto alta, se si guarda al nostro paese con una spinta ancora molto conservatrice su temi di inferiore problematicità.

Ed invece la relazione sentimentale fra Thomas e Francisco, nel proprio nido domestico pieno d’amore e comprensione, al contrario, diffuse nell’aria un’atmosfera distesa e rilassata, imprimendo cuoricini negli occhi di tutti. Un grande consenso di pubblico e l’esplosione di due nuovi sex symbol, i bellissimi ed atletici attori Rafael Cardoso e João Gabriel Vasconcellos, destinati a diventare gli idoli dei sogni romantici di molti gay italiani.

Onestamente, al termine della proiezione, ero alquanto perplesso e non riuscivo proprio a capire dove stesse il problema, dove lo scandalo, dove il dramma e, a dispetto dell’entusiasmo generale, trovai il film quasi irritante nella profusione di tanta armonia e bellezza.

Per molti film ho una forma di rispetto e di cautela di giudizio, credendo di non avere sufficienti chiavi di lettura per arrivare alle intenzioni dell’autore. Mi do del tempo. Mi è servita una pausa dai miei conflitti interiori, rivedere il film una seconda volta ed un’improvvisa illuminazione, per rivalutare interamente ciò che preventivamente avevo creduto un’operazione “estetica” un po’ compiacente.

Nella mia nuova rivelazione, From Beginning to the End, mi risuonava ora addirittura “sconvolgente” nella sua “serafica” assenza di conflitto, per una storia che la mia aspettativa in partenza aveva costruito come “tragica”, ribaltando completamente un mio pregiudizio.

Francisco, figlio del primo matrimonio di Julieta, medico a Rio de Janeiro, assiste alla nascita del suo fratellino Thomas, figlio del secondo matrimonio con Alex, e decide di prendersene cura “per sempre”. I due crescono in un ambiente familiare permissivo, conciliante e idilliaco, circondati dal benessere e dall’affetto, intensificando nel tempo l’amore dell’uno verso l’altro fino a tradurlo in età adulta nel coinvolgimento fisico e passionale.

Ricordo da bambino, che all’età di sette anni, una zia aprendo bruscamente la porta, sorprese due miei cuginetti darsi un bacetto nel bagno: apriti cielo! Scoppiò una tragedia familiare. Scoppiarono pianti e disperazione; urlarono e litigarono le rispettive mamme, che non senza strattoni, pretendevano di risalire a chi, tra i due bambini, avesse fatto la prima mossa per meglio infliggere il dito della colpa e scagionare dalla vergogna il proprio pargolo. I miei due cuginetti, piansero anche loro, senza capire, non si guardavano più, vennero separati e in ogni circostanza in cui inevitabilmente in famiglia ci si doveva incontrare, venivano tenuti sotto controllo e a distanza di sicurezza. Quell’episodio condizionò per sempre il loro rapporto e fino ad oggi, sposati e con figli, un muro di silenzio, massiccio e invisibile, li separa e, nonostante il legame parentale, li rende sconosciuti l’un l’altro. Non si parlò mai più di quel gesto d’infantile intimità. Venne sotterrato da un’onta oscura di indecenza e l’amore spontaneo, sperimentale e innocente dei bambini bandito dalle loro vite e macchiato della mente perversa degli adulti.

Nel film, Julieta si accorge dell’eccessiva “vicinanza” dei due fratellini, li osserva, s’intenerisce, se ne preoccupa, poiché in cuor suo sa che il mondo va sfidato con le unghie, ma non interviene in maniera repressiva; all’ex marito confida che ai due bambini “non possono dirgli che è una cosa brutta” perché è brutta per gli adulti, ma per loro che lo vivono, è l’amore puro, smaliziato, incondizionato.

Così Thomas e Francisco crescono belli e forti, solidi nella natura della propria affettività, inoppugnabile dall’esterno, alle prese con le scaramucce e le gelosie di una qualunque coppia di amanti. Che siano fratelli ormai l’abbiamo dimenticato, passa quasi in secondo piano. Ed è in questo che il film di Aluizio Abranches, in un’ottica ribaltata, è sconvolgente: nell’avvallare, con serena predisposizione, che nelle relazioni amorose, in quanto tali, non c’è ombra di “sconcio” se non nella mente di chi giudica, di chi punta il dito, di chi quell’abiezione con i propri occhi vede.

Cosa sarebbe accaduto ai miei cugini se alla vista di quel bacio si fosse reagito con un sorriso o una carezza d’approvazione? Come evolverebbe una civiltà se, invece di inorridirsi davanti ad una delle tante manifestazioni dell’amore, si scandalizzasse per le degenerazioni dell’odio, dell’intolleranza, della violenza? Quale pace si libererebbe nel mondo se al divieto, alla paura, al castigo si sostituissero l’accondiscendenza, la gentilezza, il rispetto per gli esseri umani?

Ecco, From Beginning to the End, prossimamente in uscita il Dvd distribuito in Italia da Atlantide Entertainment per QueerFrame.tv, è un film sorprendentemente propositivo, che all’aspettativa del dramma e del conflitto mette in scena, non anche il processo di trasformazione di un tabù, ma il cambiamento stesso, già avvenuto, sostituendo, proprio dall’inizio alla fine, ad un mondo di brutture, uno spiazzante stato di grazia.

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