Lagerfeld Confidential di Rodolphe Marconi, Francia, 2007_Distribuzione italiana: Atlantide Entertainment per Queerframe.tv

Recensione a cura di Miki Gorizia_ pubblicata su LUI Magazine  N° Luglio 2011.

“Se pisci ovunque non hai la classe di Chanel” è il monito affisso nella toilette di una delle tante dimore di Karl Lagerfeld, che è la sintesi figurata dell’operazione documentaria che Rodolphe Marconi dedica alla personalità irresistibile e trascinante dello stilista tedesco: una complice intrusione nella sua vita privata e al col tempo nei suoi ambienti di lavoro presso la maison Chanel rilanciata da Lagerfeld sin dal 1982, “preistoria” come lui stesso ricorda.

Il docu-film Lagerfeld Confidential (89 min. del 2007 e distribuzione italiana per Atlantide Entertainment attraverso il canale web queerframe.tv) alterna conversazioni confidenziali centrate sulla personalità del designer, sulla sua visione della vita e della moda, a momenti del suo lavoro, per il quale sempre mostra infaticabile dedizione, a schegge del suo passato, raccontato attraverso le fotografie e i filmati del suo archivio personale. Anche se, “Il passato è cosa passata”, tiene a precisare il maestro, mostrando un’incredibile tensione verso il futuro, l’ottimismo, la versatilità e la trasformazione, rifuggendo da qualsiasi revisione analitica delle sue esperienze professionali e di vita e da qualsiasi tendenza nostalgica per i vecchi tempi, “io sono una strada che continua…” dice con disinvolto savoir fair.

Sempre a modo, sicuro di sé, gentile con i suoi dipendenti, verso cui si rivolge con garbata autorevolezza, di mai spropositato senso dell’humor, Lagerfeld viene per un anno intero seguito dalla telecamera di Marconi che ne intercetta i suoi continui spostamenti per le principali città della moda, a bordo di aerei di linea e privati, con tutti i suoi comfort, la corte di professionisti al seguito, i suoi set di valige, le attrezzature, i doni per le celebrità amiche.

Eppure, nonostante le immagini proiettano in una dimensione evasiva e distante dalla realtà quotidiana, fatta di case e arredi da urlo, jet set e lustrini, abiti da sogno e modelli mozzafiato, il film restituisce in fin dei conti il ritratto di un professionista “serio”, di grande umanità; lavoratore insonne ma solo per piacere; chino sulla sua scrivania felicemente disordinata; misurato e, nonostante le apparenze, senza eccessi; un uomo con il giusto distacco dalle cose, per cui “il possesso è ingombrante”. E ciò, detto fra corridoi di scaffali pieni di libri e opere d’arte accatastate, dentro ambienti maestosi stuccati e affrescati e affondando le dita fra contenitori ricolmi di gioielli per velocemente afferrare la combinazione di anelli da rivestirgli le falangi, fa onestamente un certo effetto…

Riconosce, dunque, ripetutamente la sua fortuna Karl Lagerfeld, che adduce, oltre che ad un’educazione tedesca non bigotta e repressiva e alla figura schietta e solida della madre, al suo atteggiamento leggero verso la vita, mai drammatico, alla sua forte determinazione e alle sue idee, che ha sempre avuto il privilegio di sapere come concretizzare.

La moda è il suo habitat naturale, un mondo che lo diverte, ma che con grande lucidità riconosce essere effimero, pericoloso, ingiusto perché non accessibile a tutti. Allo stesso tempo moda “non significa essere star” o “vita mondana” ma un ingranaggio di professionalità disposte alla fatica fisica e a tanta pazienza, di cui Lagerfeld rappresenta esclusivamente l’empireo delle idee.

Rodolphe Marconi prova senza giri di parole a scucire particolari della vita sentimentale e sessuale del guru dell’alta moda francese, ma Lagerfeld, divertito ed evasivo, rimarcando la “desolante crudezza primitiva” della curiosità del regista risponde senza nascondere ciò che sin da bambino è piuttosto palese e senza problematicità alcuna. Una silhouette elegante, impettita, dalla camminata felpata e dal look eccentrico, sempre impeccabile, che non è difficile riconoscere in quel monello in costumino da bagno che, ripreso in 35mm negli anni ’40, impavido del mare mosso, sgambetta sulla spiaggia, rincorrendo le onde.

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Portrait of the artist Luigi Decuia_Markers on cardboard_cm 50x40_Roma_1999.

Portrait of Albano in a Dark look_Markers on cardboard,

cm 40x25_ Roma_1998.

Self Portrait_Bored_Markers on cardboard_ cm 30x20_ Roma,

1998.

Portrait of Christine Thomè_German Art Hystorian_Markers on cardboard_ cm 30x20_ Roma_1997.